IL MIO CADAVERE


FRANCESCO MASTRIANI

PARTE PRIMA

ROMANZI


Proprietà letteraria, dell'editore Cav. Gennaro Salvati acquistatacon rogito per notar Tucci.


FRANCESCO MASTRIANI

IL MIO CADAVERE

ROMANZO

IV

NAPOLI
STAB. TIP. CAV. GENNARO SALVATI
(Casa Editrice)
Maddalenella degli Spagnoli, 19

[5]

Parte Prima

Timor mortis conturbat me.

Salmi.

I.LA FAMIGLIA DELLO STRADIERE

Se un viandante qualunque, trattovi per casualità o per vaghezzadi solitarie meditazioni, in sull'imbrunire d'una bella seradi està dell'anno 1826 si fosse trovato a scendere pei greppiposti a ridosso del Real Albergo de' Poveri e di S. Maria degliAngioli alle Croci, si sarebbe certamente soffermato passando dacosta a un povero abituro, diruto in gran parte per le scosse del tremuotodetto di S. Anna, avvenuto nella sera del 26 luglio 1805. La cagioneche avrebbe indotto il supposto passeggiatore a fermarsi dappressoa quell'abituro, era, il sentirsi in una stanza del secondo ed ultimopiano, quello propriamente che dava le viste di essere il più danneggiato,voci di pianto che avrebbero straziato un macigno: quelle voci erano lapiù parte di donne e di fanciulli; ed, alle smozzicate parole, ai moncherinidi frasi che si mischiavano ai singulti d'un pianto che parea di disperazione,si capiva che una cara persona di quella famiglia era morta omoribonda. Ed in fatti, un uomo era presso a spirare.

Quest'uomo era il capo di quella famiglia.

Inoltriamoci nell'interno del misero abituro. Spettacol sublime ecommovente! La religione, che sorregge gli ultimi istanti della vita diun padre; che gli sta per dischiudere le porte del cielo; la religione chesola rimane accanto al capezzale del moribondo, anello divino che congiugneil tempo alla eternità; la religione, che vive nelle lagrime, volgeasibenanche ai superstiti per mitigarne il dolore acerbissimo.

Un sacerdote stava dappresso all'infermo vegliardo, ed in paritempo che iva ravviando al cielo i pensieri dell'uomo giunto all'estremodella sua carriera, egli era prodigo di affettuose parole e di cure amorevolissimeverso i costui figliuoletti, disacerbando e acquietando l'esagerataescandescenza di un dolore che non conosce limite nè freno.

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Era questo ministro di Dio giovane ancora, perocchè parea che soldi fresco avesse varcato i trent'anni. Nelle sue sembianze, cosparse dipallidezza leggeasi un'anima di angiolo, e massime negli occhi che eranopregni, di una pietà incommensurabile. Per due notti e tre lunghissimigiorni di estate quel venerando ecclesiastico non si era dipartito daquella casa, in cui parea che tolta si fosse la nobile missione di surrogareappo quella famigliuola le paterne cure, di cui i miserelli figli eranprivi, e per mancanza di madre e per l'infermità del genitore. Egli somministravai medicamenti all'ammalato, e li facea comprare col propriodana

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